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Crossing the channel - la navigazione e l'arrivo

la navigazione

Mangiamo contenti e ci prepariamo per la notte.

Pian piano le ragazze scendono sottocoperta e il mare cresce.

Stiamo viaggiando a 6/7 nodi.

Cominciamo ad incontrare onde contrarie, l’onda morta, mare incrociato.

Lo stomaco ci ricorda che esiste.

Intanto arriva la notte e tutta la nostra attenzione si concentra sulle luci di decine e decine di barche/navi/pescherecci che riempiono l’orizzonte in qualsiasi direzione.

Tutto si muove in fretta anche se sembra tutto lento, quello che fissi sembra fermo, se poi distrai un momento la luce si è spostata di tanto e fai fatica a riconoscerla

La dotazione di bordo prevede il radar che ci comunica quasi troppe informazioni, fa impressione vedere i movimenti sullo schermo

Provo a dormire un paio d’ore. Ci riesco benissimo ma ho fatto l’errore di scendere in dinette. Il mal di mare è veloce, feroce e implacabile, al risveglio faccio appena in tempo a correre in pozzetto e a posizionarmi sottovento.

Patate, tonno e cipolla, per mesi non sarò in grado neanche di sentirne l’odore.

Però in breve mi sento meglio, Bruno, che è l’unico a tener botta, ha timonato per un paio d'ore rilevando il pilota automatico che ad un certo punto ha cominciato a fare le bizze, forse troppo vento.

La notte si rischiara e ci godiamo una bellissima alba.

Salgono le ragazze in pozzetto, provate anche loro dalle condizioni della navigazione notturna.

Verso le 10 tutto si calma e procediamo a tutta tela contenti di essere in anticipo sulla tabella di marcia.

Passiamo tra la terra e le isole di Ouessant e di Molène, braccio di mare reso famoso dalle foto che immortalano onde giganti che si infrangono e avvolgono sperduti fari.

l'arrivo

Arriviamo a Camaret sur mer subito dopo mezzanotte, 160 miglia in poco più di trenta ore. Siamo distrutti dalla stanchezza e felici dell’impresa.

Siamo all’entrata del golfo di Brest, in Bretagna.

Il mare è calmo e si sente l’odore della terra: frutta e fiori.

Ormeggiamo al distributore, all’inglese.

Due passi per assicurarci di essere arrivati.

Bravi tutti e complimenti: ho ricevuto un bel regalo.

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La mia storia LaLa

Un sogno nel cassetto da anni, coltivato e nutrito incessantemente. Le prime uscite al Garda (1993); l'Adriatico con Trieste, l'Istria,  il Quarnaro, le Incoronate (1995/2000); il Tirreno, con  Sardegna (2003),  Isola d'Elba, Capraia, Corsica, (Settimana Azzurra 2004/2007); Plymouth (2008/09), La Manica e Brest (2010), Bretagna 2011, Golfo di Biscaglia (da La Rochelle a Santander 2012);   Galizia, Isla de Cies, Vigo, Porto 2013.

2014 costeggiato, andata e ritorno, tutto il Portogallo.

La mia visione

Il piacere di navigare, scoprire e vedere il mondo dall'acqua.

Un tuffo nel passato ed un salto nel futuro. Condividere emozioni attraverso la vela, la storia, la natura, la fotografia e la cucina.

Non voglio essere un fornitore di servizi ma  un "host" che presenta mondi appena scoperti  a persone che condividono interessi e ritmi, senza lo stress del turista, con l'occhio del viaggiatore.

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